LA VALUTAZIONE DELLO STATO NUTRIZIONALE NEL PAZIENTE CON SLA
La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, le cellule nervose che permettono i movimenti della muscolatura volontaria
La SLA esordisce in genere fra i 50 ed i 70 anni. Gli uomini sono maggiormente colpiti rispetto alle donne.
Anche se le cause della SLA sono ancora sconosciute, si ritiene che si tratti di una malattia multifattoriale, determinata cioè dal concorso di più fattori.
I sintomi variano da persona a persona, ma sono progressivi in maniera più o meno rapida. Costante è la perdita della capacità di parlare, di alimentarsi e nelle fasi più avanzate anche di respirare autonomamente. Al momento non esiste una terapia capace di guarire la SLA, ma solo farmaci in grado di rallentarne progressione.
Il  paziente con SLA ha quindi bisogni di salute molteplici e complessi e quindi di progetti assistenziali personalizzati
Un ruolo molto importante nella terapia della SLA è svolto dalla Nutrizione.
La Nutrizione è importante perché nei pazienti con SLA si verifica prima o poi perdita di peso corporeo dovuta alla impossibilità a deglutire il cibo ed alla perdita delle masse muscolari. Si sviluppa quindi uno stato di MALNUTRIZIONE., che è causa di complicanze, che possono aggravare o accelerare il decorso della SLA.
L’insorgenza malnutrizione della deve essere prevenuta agendo precocemente. I neurologi dovrebbero quindi sempre indirizzare il paziente subito dopo la diagnosi alle strutture specialistiche di nutrizione clinica. Il paziente deve essere infatti sottoposto prima possibile ad una visita con valutazione dello stato nutrizionale, che si fa con metodi non invasivi ed è la base per stabilire il trattamento nutrizionale più adatto.

Il medico nutrizionista  stabilirà quindi un PIANO NUTRIZIONALE PERSONALIZZATO.
Più precoce è l’inizio dell’intervento nutrizionale, tanto più si ha la possibilità di ritardare gli effetti della malattia sulla perdita di peso e di massa muscolare
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Quando il paziente è ancora in grado di alimentarsi quasi regolarmente, sarà sufficiente la prescrizione di una dieta adeguata alle sue condizioni cliniche e alle sue preferenze, eventualmente integrata da prodotti nutrizionali a consistenza modificata per poter essere più facilmente deglutiti, di buona palatabilità ed a composizione calorico-proteica nota (acqua gelificata, budini, creme, miscele nutrizionali complete) ampiamente disponibili in commercio nelle farmacie (sono prodotti dietoterapici e quindi soggetti ai controlli del Ministero della Salute).
Se la difficoltà a deglutire è però tale da impedire di bere e di alimentarsi sufficientemente, è necessario fare ricorso alla nutrizione artificiale (NA). Esistono due tipi di NA: parenterale, nella quale i nutrienti sono introdotti direttamente in una vena attraverso aghi o cannule oppure enterale, nella quale un tubicino porta il nutrimento direttamente nello stomaco. Nei pazienti con SLA che non possono più alimentarsi sufficientemente per bocca, è quasi sempre indicata la NA enterale attraverso la PEG (Gastrostomia Endoscopica Percutanea).
La NA può essere effettuata in ospedale o a domicilio, sotto la responsabilità di centri specializzati (la Regione Lazio ha riconosciuto quelli elencati di seguito).

....per info: telefono e segreteria 06 5921 620 - posta elettronica: giancarlo.sandri@gmail.com

La decisione sulla necessità di iniziare la NA in un paziente con SLA spetta al medico,
ma essa deve sempre essere condivisa con il paziente e con i suoi familiari.